Lunedì, Set 2021
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Lost in Random, La Recensione

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RENDIAMO GRAZIE AD EA ORIGINALS!

Se dovessimo parlare di quale sia l’iniziativa che più ci ha colpiti di Electronic Arts, negli ultimi anni, parleremmo sicuramente di quella miniera di diamanti costituita dal catalogo di “EA Originals”. Basti pensare ad It Takes Two, uscito pochi mesi fa, ma anche Sea of ​​Solitude e a Fe, (quest’ultimo, ad opera degli Zoink! Games , la stessa software-house di Lost In Random); tutte produzioni che abbracciano la filosofia da gioco indipendente, per certi versi e per qualcuno poco attento, considerabili “produzioni minori”, ma caratterizzate da un cifra grafico/stilistica unica e da un gameplay che non ha paura di sperimentare e di osare. Lost in Random non è diverso è una gemma. Partiamo subito col tranquillizzarvi e col dirvi che ancora una volta EA Originals ha fatto centro; certo, ci sono alcuni problemi, e non è un gioco perfetto, ma l'ingegnosità nel combattimento, l’atmosfera e lo stile artistico, fanno così bene il loro dovere da farvi perdonare quelle piccole sbavature.

 

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DA UN’IDEA DI TIM BURTON…. MA ANCHE NO

Come da titolo del paragrafo, non potevamo non mettervi al corrente di ciò che salta immediatamente all’occhio, ossia, la direzione artistica, l’utilizzo dei colori e la grafica in generale, prendono a piene mani dallo stile “Burtoniano”, ricordando per certi versi “The Nightmare Before Christmas”; ma non solo! Anche la storia, ottimamente gestita, con le sue tinte da “favola dark”, sembra diretta e scritta dal noto regista in questione. Con questo non vogliamo dire che sia un riciclo od un plagio di qualche tipo, ma semplicemente vogliamo lodarne l’ispirazione e la direzione perfettamente riuscita, un ottimo valore aggiunto!

Lost in Random narra di una giovane ragazza, Even, costretta a vivere in uno dei regni più poveri di Alea. Al dodicesimo compleanno della sorella Odd, come da legge della regina, (che prevede che al dodicesimo anno di vita si tiri un dado nero per vedere in quale dei 6 regni di Alea, le persone saranno costrette a vivere); le 2 ragazzine sono costrette a separarsi. Even uscirà devastata da questa separazione, ma a nessuno sembra importare, nemmeno ai suoi genitori. Un anno dopo, Even vede una figura spettrale che la la porterà ad affrontare l'avventura di una vita, nella quale incontrerà il suo fidatissimo ed utilissimo compagno Dicey, un dado animato che si unirà alla causa della protagonista, di riunirsi con la sorella e di sconfiggere la regina ed il suo spietato dominio. Nel mezzo di questa fantastica avventura, attraverseremo i 6 regni, tutti ottimamente caratterizzati e con delle peculiarità che non staremo qui a spoilerarvi; troveremo anche tanti personaggi strani e meravigliosi con cui parlare, che contribuiscono all’atmosfera ed alla lore del gioco.

Il gioco, come dicevamo, si divide in 6 regni da esplorare, (l’avventura risulta abbastanza longeva, considerata la tipologia di gioco, dato che impiegherete fra le 10 e le 15 ore); cha a loro volta si dividono in aree , ognuna bloccata da un'enorme porta con un numero, dove l'unico modo per attraversarla è tirare Dicey per il numero corrispondente. Il problema è che all’inizio, il nostro fidato “amico dado”, non ha ancora tutte le sue facce con i numeri corrispondenti. Fino al ritrovamento di Dicey nella “Valle dei Dadi”, nessuno aveva mai più visto un dado ad Alea, a parte quello della regina. Il motivo per cui sono così peculiari è a causa dei loro poteri magici. Questa magia è ciò che rende il combattimento una delle migliori caratteristiche di Lost in Random.

 

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FRA SCHIAFFI, CARTE E DADI

Il gioco si divide in sezioni esplorative che ci permettono, attraversando i regni in lungo ed in largo, di aiutare gli NPC, racimolare soldi, provare i vari giochi da tavola sparsi e di trovare i collezionabili, rappresentati dalle pagine di un libro, che una volta ottenute ci portano a scoprire ed approfondire la storia del regno di Alea. Poi c’è il fulcro dell’esperienza, la sua parte più originale, le sezioni di combattimento, le quali avvengono in arene dedicate. Il combat system è un ibrido che funziona alla grande, grazie alla cooperazione fra i 2 protagonisti: il turno di Even è caratterizzato dall’azione di gioco in tempo reale, la quale, attraverso la sua fionda non può fare danno ai nemici corazzati, tuttavia può colpirne dei punti specifici per staccare dei cristalli che a loro volta caricheranno una barra di Dicey, permettendogli così di entrare in battaglia. Più cristalli raccogliamo, più carte diventano disponibili nel mazzo.

Quindi arriva il turno di Dicey, attraverso una sorta di pausa tattica, la quale ci permetterà di utilizzare le carte magiche che andranno a costituire la forza di Even, decidendo la nostra strategia e le azioni da poter intraprendere sul campo di battaglia. Il “Deck” che possiamo portare con noi è formato da un totale di 15 carte, ma nel gioco ne potremo ottenere fino ad un massimo di 34; a noi la scelta di creare la combinazione perfetta. Lanciare Dicey, ti porta alla “Dicemension”: a seconda del numero che si ottiene, saremo premiati con dei gettoni da utilizzare sulle carte all'interno del mazzo. Ad esempio, se si ottiene un due, si può giocare una carta con lo stesso punteggio indicato nell'angolo di essa. Le carte, in Lost in Random, sono fantastiche ed ottimamente differenziate. Si passa da quella che fa esplodere Dicey; allo generare un potente arco e frecce; invocare altri esseri; creare scudi o rallentare il tempo. Tutte le carte da scovare sono sparse nei regni e costruire il proprio mazzo fa parte del divertimento.

Come potrete intuire, il sistema di combattimento, prevede una forte impronta strategica: dovremo, infatti, centellinare per benino le nostre abilità, dateci dalle carte, abbinandole al contempo con le debolezze dei nemici, e non di rado ci troveremo scoperti, senza la carta adeguata al momento giusto. D’altra parte, come da titolo del gioco, anche il “random”, la casualità, gioca una parte fondamentale, sia per quanto riguarda il numero dei cristalli che potremo raccogliere, sia per il risultato dato dal lancio di Dicey.

 

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PERLA RARA O GEMMA GREZZA?

Abbiamo parlato fino ad ora di tutto ciò che ci ha convinto di questo prezioso titolo, dal comparto tecnico/artistico alla storia, dalla sua ambientazione, fino al suo gameplay.

Tuttavia, non è esente da qualche difetto, che gli impedisce di svettare fra le migliori produzioni indipendenti.

Fra i difetti abbiamo notato una certa legnosità e goffaggine nei movimenti:

saltare giù da una piattaforma o scendere da una scala non è così fluido come dovrebbe e correre spesso ti porta a perdere il controllo ed a sbattere contro i muri. Semplicemente il tutto non è così reattivo come dovrebbe essere.

Un altro difetto è rappresentato dalla poca varietà di nemici; gli scagnozzi della regina, tenderanno spesso a ripetersi, e ciò non giova ad un sistema di combattimento che fa delle combinazioni e della casualità il suo punto di forza. Non vi nascondiamo, infatti, che nelle fasi finali del gioco, l’alternanza ormai fin troppo familiare fra la pausa tattica di  Dicey e l’azione di Even, ci avessero un pochino stuccato. Sia chiaro, non la definiremmo noia, ma comunque si è sentita una sorta di ripetitività di fondo delle meccaniche e delle situazioni.

Inoltre, nella parte centrale dell’esperienza, ci sono dei cali di ritmo, un vero peccato, dato che l’avventura mantiene sempre l’attenzione alta, soprattutto grazie alla sua narrativa.

Nonostante questi piccoli difetti, Lost in Random è un gioco originale, ispiratissimo e meritevole da qualsiasi punto di vista lo si analizzi!

Per rispondere alla domanda del titolo del paragrafo, il frutto del duro lavoro degli Zoink! Si posiziona esattamente in una via di mezzo, fra il grezzo e l’eccelso, ma merita assolutamente di stare nel prezioso “caveau”  del catalogo EA Originals, così come in quello della collezione di ogni videogiocatore che si rispetti.

 

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VOTO: 8.0

 

 

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